2010-12-19

Serata a teatro dopo il maltempo

Folgorato dalla serata teatrale di ieri ho avuto l'ispirazione per scrivere un ulteriore commento.
Sono andato a teatro per la rappresentazione, in lingua originale, dell'opera di Wolfgang Amadeus Mozart "DIE ENTFÜHRUNG AUS DEM SERAIL, K 384(IL RATTO DAL SERRAGLIO)",  Singspiel in tre atti di Christoph Friedrich Bretzner rielaborato da Johann Gottlieb Stephanie d. J.
Una immagine la potete trovare qui.

Ho avuto delle difficoltà logistiche di raggiungere Pisa da Bologna con la A1 infelicemente o vergognosamente bloccata per neve soprattutto nel nodo di Firenze e le ferrovie in tilt (a quanto ho potuto capire). La fortuna comunque mi ha assistito dandomi, in mattinata, il bel tempo necessario per percorrere la Porrettana con relativa tranquillità e l'autostrada oggi per tornare a Bologna.
Vorrei capire come sia possibile ormai con cadenza quasi annuale che avvengano intasamenti del genere con persone rimaste bloccate in autostrada per quasi un giorno intero e pendolari con ritardi anche di 8-10 ore. Alla fine salterà fuori che sarà stata colpa di coloro che si sono mossi per l'Italia, potevano restare a dormire sul posto di lavoro o vedersi tra cari attraverso internet invece che di persona!
Sapendo che una adeguata prevenzione si ottiene solo con investimenti che "costano" e portano poca visibilità rispetto ad altri, presumo che tra un paio di settimane tutto il polverone mediatico finirà senza probabilmente un "lesson learning" che migliorerà la gestione della prossima difficoltà. Come al solito sarà poi solo la fortuna di esserci o meno la discriminante di evitare simili calamità. Ultimora, sembra che comunque ci saranno dei risarcimenti per chi è rimasto intrappolato (se potrà dimostrarlo).
Scusate lo sfogo di parte e che sicuramente verrebbe additato come il solito qualunquismo da istituzioni, gestori, vettori e quant'altro se lo leggessero e torniamo invece all'evento principe.

Visto il freddo ed il gelo, siamo andati a teatro per arrivare all'ultimo momento utile, senza prendere aperitivi in giro questa volta. Il teatro era meno pieno dell'occasione precedente, direi pieno per 3/4. Prendete le considerazioni personali che seguono per quello che sono: discussioni da bar dove al posto di Totti e Del Piero troviamo Konstanze e Selim.

L'opera secondo me è molto godibile e nasconde tematiche molto attuali anche ai giorni nostri. Il confronto tra le donne Musulmane e quelle Europee, il far riuscire a bere vino ad un seguace di Maometto, la lungimiranza del sultano sono elementi che portano a riflettere sulle differenze tra "noi" e "loro" e che secondo me non possono far rappresentare l'opera nei paesi arabi. A proposito: la trama prevede che Belmonte ed il suo servitore Pedrillo seguano la sua innamorata Konstanze per scoprire che è stata venduta come schiava al sultano della Turchia Selim, insieme alla sua dama di compagnia Blonde  (innamorata di Perillo). Le donne sono mira del Sultano ed Osmin, servitore di lui, che pero' resistono alle minacce miste gentilezze dei due. Nel frattempo gli uomini cercano di liberare le fanciulle venendo catturati nel tentativo. Quando il Sultano capisce dell'amore tra le due coppie, malgrado Belmonte sia figlio del suo peggior nemico, li lascia liberi guadagnandosi la loro stima ma anche la rabbia di Oslim.

Metto qui un paio di link da Youtube per farsi una idea: finale e un'aria.

La stranezza dell'opera sta nel fatto che il Sultano non canta, ha solo recitativi parlati, ed infatti in questa rappresentazione è interpretato da un attore. La musica, le arie e le situazioni sono tipicamente Mozartiane con il solo esagerato tintinnio del triangolo durante alcune situazioni musicali.

La coreografia è al solito una ricerca di apparire con poco: alcuni elementi fissi (una sorta di torre e la base) nei quali ruotavano alcune parti mobili (scale, elementi scorrevoli in verticale) che abbastanza rapidamente potevano cambiare l'esterno del palazzo del sultano in un interno. Il coro usato sapientemente anche come elemento scenografico muovendosi lentamente alle spalle di chi canta creando capannelli di cortigiani.

A me personalmente sono piaciuti molto i due servitori che metto al primo posto. In generale comunque un bello spettacolo e quindi un bravo a tutti. Ho solo il sospetto che nella sua prima aria il soprano (Konstanze) all'inizio abbia steccato un acuto ma la cosa riveste secondo me poco interesse.

Io sono un amante della musica Mozartiana, suggerisco a tutti gli appassionati, se non l'avessero ancora fatto, di conoscere meglio quest'opera.
Ringrazio ancora il tempo atmosferico che mi ha permesso di andare a teatro a vedere quest'opera, oltre di passare parte del week-end con la mia famiglia.

2010-12-17

Endorsement radiofonico: viva Cruciani!

Oggi volevo fare una sorta di "spot" ad una emittente radiofonica in generale ed una trasmissione in particolare. Detto in modo elegante lo chiamerei un "endorsement". Guardando su wikipedia, "Political endorsement is the action of publicly declaring one's personal or group's support of a candidate for elected office". Per cui un endorsement radiofonico potrebbe tradursi come una azione pubblica di dichiarare il proprio personale supporto per una trasmissione radiofonica. Nel mio caso, amo ascoltare la radio la sera a casa. Dall'uscita del lavoro fino ad addormentarmi sono sintonizzato su Radio 24, la radio del sole 24 ore. Da "Focus Economia", passando per la "Zanzara", e poi le repliche di "Nove in Punto" e "Melog" che di solito non riesco mai a sentire fino in fondo in quanto mi addormento prima. Ogni ora c'e' un giornale radio ed ogni mezzora ci sono le informazioni per il traffico. Anche se la trasmissione è legata a Confindustria e quindi potrebbe essere considerata di parte (ma meglio saperlo e dichiararlo che fare finta di non esserlo) mi sembra comunque che ammettano il contraddittorio invitando in studio o telefonicamente ospiti di tutti gli schieramenti politici o delle varie categorie professionali. Gli argomenti spaziano dall'economia all'attualità, dallo sport allo spettacolo cercando, a mio avviso, di non entrare troppo nei tecnicismi da addetti ai lavori.

Oltre alle trasmissioni che riesco ad ascoltare abbastanza assiduamente, segnalo anche Chiedo Asilo (che ascolto se rimango sveglio dopo Melog la sera), Io sono qui (alle 16.00 del pomeriggio che riesco a sentire solo il venerdi'), Vite incrociate (che ascolto ogni tanto la domenica). Ci sono poi quelle trasmissioni che a me piacciono un po' meno (non me ne vogliano gli interessati ma alla fine ognuno ha i suoi gusti): il Gastronauta (in un paese dove tutto è buono da mangiare praticamente ovunque, ad elogiare oggi quel negozio e domani quella trattoria è una impresa che porta i superlativi all'uso comune), Musica maestro (capisco che non è possibile mandare in un'ora quaranta minuti di musica ma avere componimenti brevi o tagliati non mi piace), La Rosa Purpurea (non mi interesso di cinema per cui poverini non li seguo).

Ci sono poi ancora altre trasmissioni che non ho accennato ma andando nel sito web, ben organizzato, si trovano facilmente informazioni sui vari programmi e scaricare i podcast di tutte le trasmissioni.

In particolare poi ci tengo a proporre all'attenzione di tutti la trasmissione "La Zanzara" dove conduce Giuseppe Cruciani. E' una trasmissione dove il conduttore, in un dichiarato stile autoritario:
- raccoglie le notizie del giorno (dichiarazioni di politici, cronaca, ed altro);
- trova delle colonne sonore legate ai fatti del giorno e le manda come introduzione alle notizie;
- manda di volta in volta i titoli dei telegiornali (ad esempio ma non solo alle 19.00 il TG3, alle 20.00 il Tg5 anche se non so perchè non manda i titoli del TG4 di Emilio Fede);
- ha alcuni ospiti piu' o meno fissi (ultimamente David Parenzo fisso) ed una serie di personaggi con i quali discutere, litigare e cercare il contraddittorio sui succitati fatti del giorno (il Mago Otelma, Gaucci, Borghezio, Straguadagno, Sgarbi, Binetti solo per fare qualche esempio);
- cerca di contattare telefonicamente i personaggi del giorno (ad esempio ultimamente il deputato dell'Italia dei Valori che forse voterà la fiducia, oppure il consigliere comunale che su Facebook ha scritto frasi infelici sui rom);
- il conduttore accetta le telefonate degli ascoltatori su qualunque argomento e ci discute piu' o meno animatamente cercando sempre di contestualizzare le affermazioni generaliste di chi telefona e difendendo sempre il proprio punto di vista.

Insomma, si puo' essere d'accordo o contrari a cosa pensa il conduttore, fattostà che il solo parlarne rende la trasmissione viva e godibile a mio modesto avviso.

Se ancora non lo volete capire, vado matto per la trasmissione e per il conduttore: ho scoperto che ha un profilo su Facebook e gli ho mandato la richiesta di amicizia. Lui la ha accettata senza fare una piega (come con tanti altri) rendendomi pieno di gioia (sapendo della semplicità del gesto puo' apparire stupido da parte mia ma secondo me bisogna accendersi anche su piccole cose) e prima o poi vorrei telefonargli in diretta per parlare con lui. Ammetto che la paura di essere "dissezionato" e vedere stravolto un ipotetico intervento frena questo mio desiderio ma tantè, in futuro vedremo.

Per ora invito tutti voi a dire cose ne pensate della Zanzara in particolare e Radio24 in generale.

2010-12-09

Welcome to Bolzano/Bozen

Le volte che ho l'opportunità di tornare a casa, la strada più diretta prendere l'Autostrada del Brennero (A22) che i turisti tedeschi chiamano amichevolmente Autokhaos.

Arrivato a Bolzano Sud, uscendo dall'autostrada, appare un pannello con un messaggio di benvenuto in 4 lingue. Si riassume così, secondo me, un secolo di storia: una popolazione residente di origine austriaca (senza dimenticarsi i Ladini) si è trovata suo malgrado sotto dominazione italiana (tra le due Guerre Mondiali). Poi una legislazione dedicata, qualche moto turbolento negli anni 60-70 ed eccoci alla efficiente Provincia Autonoma di oggi dove però si cerca di rimanere attaccati alle tradizioni (Corpo degli Schuetzen e toponomastica) e non si riesce ancora a mettersi d'accordo per scrivere in una sola lingua, quella inglese, la frase di benvenuto in città.
Ma Heimat (patria) ed Heimweh (nostalgia), due bellissime parole della lingua tedesca, si fanno sentire e mettono da parte sterili considerazioni personali. La città di Bolzano, la cui esistenza è documentata già in epoca romana, conta circa 100000 abitanti ed è situata in una conca a 265 metri sul livello del mare alla confluenza di tre corsi d'acqua (Talvera, Isarco ed Adige).
Il centro storico si sviluppa sull'asse di Via Portici, Piazza delle Erbe e Via Museo e da alcune vie parallele nelle quali si può ammirare l'architettura tipica del posto. Ai bordi del centro storico si trovano da una parte il Duomo e Piazza Walter (sede nel periodo natalizio del Christkindlmarkt) e dall'altra Piazza Vittoria ed il museo con Oetzi (quel disgraziato dell'età del rame congelato nel ghiacciaio del Similaun e trovato qualche anno fa al confine tra Italia ed Austria). Nel mezzo si trovano chiese, negozi, ristoranti, dove scoprire l'arte del posto, acquistare vestiti in Loden e ceramiche Thun, mangiare canederli (Knoedel) e dolci, direi soprattutto dolci: il classico strudel di mele (Apfelstrudel) o, per citare qualche variante non troppo conosciuta, quello di ricotta (Topfenstrudel) o di semi di papavero (Mohnstrudel). Appena fuori dal centro, è possibile salire in quota (sopra i 1000 metri) con rapide funivie per visitare i paesini sopra Bolzano e prendere il famoso trenino della Loaker con vista sull'altopiano dello Sciliar.

 In periferia ampi spazi verdi ed un sacco di ciclabili rendono la città molto vivibile. Se poi vi rimane ancora voglia di girare, nel circondario ci sono diversi castelli: Mareccio, Firmiano, Flavon e Roncolo ognuno con la sua storia da conoscere.

Il tempo di riassaporare i luoghi natii ed è già il momento di ricaricare la macchina con un po' di provviste tra cui Speck, Wuerstel e Crauti riprendere la strada in direzione sud.
Se da un lato c'è Heimweh, dall'altro c'è il richiamo al presente con Modena che aspetta! In attesa della prossima occasione, un ultimo saluto alla valle dell'Adige e via attraverso quella pianura, per me sterminata, dove scorre il Po.
 
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